giovedì 25 giugno 2026
La Cina corre, l’Europa frena; si fa spietata la corsa globale all'elettrico
Il settore automotive si presenta più fragile e diviso che mai, mentre la corsa globale si fa sempre più impetuosa e spietata. Da un lato, le aziende europee cercano di rimanere competitive in un contesto di tagli e riorganizzazioni che ridimensionano strutture e investimenti per rispondere alle nuove sfide. Dall’altro, la Cina accelera con risorse illimitate e tecnologia emergente, puntando su batterie a base di sodio e sulla produzione EV di massa, scommettendo sul ruolo di leader indiscussi della transizione energetica e industriale. L’Europa sembra ancora alle prese con il suo ritardo storico sulla transizione ecologica e sull’innovazione. Le politiche industriali restano spesso incerte, mentre il mercato si blocca: il 59% degli italiani rinvia l’acquisto di un’auto nuova, condannando il settore a un rallentamento che rischia di aggrapparsi agli ultimi residui di ossigeno di un mercato ormai schiavo dei costi e delle normative. Le grandi marche si ridimensionano, mentre le startup cinesi prendono il largo. La vera battaglia si sposta oltre le frontiere: tra Brexit e politiche antindustriali, l’Europa rischia di perdere terreno rispetto a una Cina che non ha paura di rischiare e fare di ogni crisi un’opportunità. La corsa verso l’elettrico, se non sarà governata con visione e coraggio, diventerà il nuovo campo di battaglia tra due velocità: la nostra, troppo lenta e incerta, e quella di un Dragone che corre senza sosta e con un occhio alle dinamiche globali, sfruttando ogni fallimento come trampolino di lancio.