martedì 20 gennaio 2026
Auto, mercato tra rivincite cinesi e crisi emergente
L'automotive si trova a un bivio: da un lato la cavalcata delle case cinesi che, in Europa, hanno sfondato il tetto del 9,5% di quota di mercato, raddoppiando le vendite in un anno e sfidando senza mezzi termini i brand storici. Dall’altro, l’Europa si confronta con scelte strategiche a dir poco ambigue: mentre investe sulla transizione elettrica, il quadro globale segnala che l’auto tradizionale, con motori più semplici e più economici, trova ancora spazio, specie in mercati come gli Stati Uniti, dove Honda decide di rafforzare l’offerta di modelli ICE low-cost. Nel frattempo, la Cina cavalca l’onda: più di 800.000 vetture vendute nel 2025, con marchi come MG e BYD che consolidano la propria supremazia e con un'espansione capillare nelle colonne portanti del mercato europeo. È evidente che l’egemonia cinese sta riscrivendo le regole di un gioco che, ormai, si gioca a due velocità: da un lato la corsa alle zero emissioni con investimenti record e innovazioni tecnologiche, dall’altro una realtà meno spettacolare ma più solida, di un’auto termica a buon mercato, in grado di farne ancora salire i numeri. Il tempo delle favole è finito. In questa corsa tra case cinesi e tradizionali, tra politiche industriali diverse e visioni contrapposte, il futuro si nasconde nel cambio di marcia più che nel sorpasso. La vera sfida sarà capire se l’Europa saprà trovare un equilibrio tra sostenibilità e realtà economiche, evitando di rimanere schiacciata tra una rivoluzione che rischia di essere troppo rapida e un’auto vecchia, ma ancora solida. Perché, alla fine, chi dominerà il campo di battaglia saprà adattarsi più velocemente alla prossima mossa.