lunedì 15 giugno 2026
I giganti europei chiedono aiuto a Bruxelles mentre la Cina accelera
L'automotive europeo annaspa: grandi gruppi come Stellantis, Volkswagen e Renault chiedono a Bruxelles una semplificazione del Made in Europe, puntando a un mercato più protezionista e meno soggetto a contaminazioni globali. Dall’altro, la gabbia delle normative e delle politiche industriali si stringe, mentre la Cina avanza con decisione con tecnologie rivoluzionarie come le batterie allo stato solido, ancora lontane, ma potenzialmente rivoluzionarie. Nel frattempo, i giganti europei si arrabattano tra innovazioni tangibili come il sistema di ricarica BYD Flash Charge, capace di carica una batteria in meno di dieci minuti e scelte di mercato più conservative, come la forte spinta di Mercedes-AMG e la strategia di sviluppo di Stellantis con connettività integrata e piattaforme di guida autonoma. La corsa alle tecnologie “sempre più attente all’ambiente” si scontra con il bisogno di rassicurare il cliente, con prodotti ancora troppo carichii di vecchi paradigmi eccessivamente protetti. Il quadro si fa più complesso guardando oltre i confini: Europa, USA e Cina si sfidano non solo sui modelli elettrici, ma anche su quelli di produzione e politica industriale. La sfida sarà tra chi immagina l’auto come ecosistema integrato e chi invece si accontenta di qualche timido progresso, in un mercato che corre a due velocità. La domanda è: il Vecchio Continente saprà riprendersi la corsa o si fermerà alla prima curva?