venerdì 29 maggio 2026
Auto al bivio tra innovazione e spartizione del potere
Il mondo dell’auto sta vivendo un momento di crisi: da un lato l’Europa si incarica di rinforzare filiere digitali, capitali e competenze, rimanendo al timone di tecnologie avanzate e sostenibilità. Dall’altro, USA e Cina di muovono decisi, ma con approcci diametralmente opposti. Gli americani vogliono rivedere l’accordo USMCA stringendo i controlli sui componenti e proteggendo i propri interessi in un contesto di dazi e ritorsioni che minano la stabilità commerciale. Il mercato USA si affaccia così timidamente a una ripresa, mentre già si parla di "senso di marcia" inverso, con le immatricolazioni che si risvegliano dopo mesi di letargo. La Cina, invece, ha già dichiarato la fine dell’era d’oro del suo boom automobilistico, con un mercato saturo e vendite in calo: un paradigma di trasformazione dove la tecnologia, più che i volumi, diventa il vero valore. Qui la corsa dei costruttori si sposta verso l’eccellenza tecnologica, investimenti sulla guida autonoma e la salvaguardia di un patrimonio industriale vibrante, ma ormai in affanno. L’Europa si presenta più prudente, consapevole che il vero cambio di marcia si gioca a livello globale: chi saprà integrare le competenze, attivare le filiere resilienti e attrarre capitali, dominerà il futuro. Alternativa forse a un settore ormai diviso tra vecchie logiche e nuove regole, dove ogni paese lotta per il proprio posizionamento, ma senza più un vero orizzonte comune.