Giovedì 17 Settembre 2026
L'Europa protegge, Pechino accelera e conquista
L'automotive è segnato da strategie profondamente divisive: l'Occidente tenta di frenare proteggendo la propria deindustrializzazione, mentre la Cina con politiche aggressive spinge sull’acceleratore di tecnologia e produzione, lanciata in una corsa senza sosta. La richiesta dell'UE di limitare le esportazioni di ibride cinesi è più di una guerra commerciale: è il tentativo disperato di tutela di un'industria che rischia di essere inghiottita da modelli a basso costo e innovazioni tecnologiche che, più che un progresso, sembrano strumenti di colonizzazione industriale. Ma Pechino respinge accusando Bruxelles di protezionismo. I fatti parlano chiaro: mentre l’Europa si dibatte tra politiche di contenimento e sogni di innovazione sostenibile, in Cina il mercato si ridimensiona e il settore si riorganizza puntando sulla propria capacità di creare ed esportare. La vera corsa mette in discussione il rapporto di forze economiche e tecnologiche globali, mentre l’Europa tenta di rimanere a galla tra blocco e rivoluzione green. Nel frattempo i costruttori sembrano più dei naufraghi che dei naviganti: investimenti in SUV, nuove gamme di modelli plug-in e start-up che cercano di sopravvivere aprendosi alla produzione locale, ma senza risolvere il vero nodo: recidere il gap tecnologico con i rivali cinesi, che si preparano a mettere le mani sul futuro. Riuscirà l’Europa a tracciare una rotta credibile o si limiterà a inseguire chi corre più forte, mentre il mondo cambia marcia?