martedì 17 febbraio 2026
Futuro incerto: il mercato auto tra protezionismo e innovazione
Il settore si trova di fronte a un crocevia senza precedenti, tra sacche di protezionismo e slanci di innovazione. La proposta di Ford negli USA, che intende "importare" i produttori cinesi tramite jv controllate dagli americani, si inserisce in questo scenario di tensioni tra apertura strategica e difesa dei mercati domestici. È un modello che rievoca le politiche degli anni '90, ma ora rischia di tradursi in una battaglia commerciale, dove i costruttori americani vogliono blindare il proprio territorio, mentre la Cina accelera sul fronte delle batterie e dei veicoli elettrici. La guerra commerciale, tuttavia, si gioca su un terreno più ampio: quello delle innovazioni tecnologiche, dove Nissan brevetta una batteria mobile capace di ottimizzare l’equilibrio del veicolo in corsa, ma con costi e complessità ancora elevati. La corsa alle gigafactory in Asia-Pacifico, con investimenti da 45 miliardi di dollari, mostra che il campo di battaglia si sta spostando verso l’estremo oriente, con Cina, Corea e Giappone a fare da apripista. L’Europa resta spettatrice o gioca sulle proprie regole, con l’auto europea che fatica a trovare una direzione coerente, mentre nel resto del mondo le strategie sembrano più chiare e aggressive. La lotta tra protezionismo e innovazione, tra tradizione e rivoluzione, cambierà le regole del gioco: chi avrà il coraggio di cambiare marcia sarà anche il più capace di dominare il campo nel prossimo decennio, ma il rischio di lasciare indietro i più deboli è altissimo. Il vero traguardo sarà capire quale modello di mobilità emergerà dal caos: di mercato o di potere.