venerdì 12 giugno 2026
Auto: corsa a ostacoli o sprint verso il futuro?
L'automotive globale si muove tra profonde contraddizioni e drastici cambi di rotta. Da un lato, i costruttori tradizionali come Volkswagen costretti a ridimensionare radicalmente la propria forza lavoro per riallinearsi a una domanda di mercato post-pandemia in calo. Dall'altro, si assiste all'agguerrita spinta dei player cinesi, guidati dall'ambizioso piano di BYD di strappare a Toyota lo scettro di primo produttore mondiale, mentre sul fronte tecnologico colossi come GM scelgono di rivedere le proprie strategie sulle batterie a favore di soluzioni più performanti. Questo scenario industriale è ulteriormente complicato da forti tensioni geopolitiche. L'onda protezionistica dei dazi USA sta infatti schiacciando i margini e la competitività degli OEM giapponesi, minando decenni di investimenti oltreoceano. Parallelamente, l'UE si trova nel limbo di dover proteggere la propria manifattura, senza però isolare partner storici e strategici come Regno Unito, Giappone e Turchia, la cui esclusione rischierebbe di bloccare i flussi di innovazione e le sinergie globali. Il mercato si configura così a tre velocità: una Cina che accelera sia nei volumi sia nelle tecnologie, gli Stati Uniti divisi tra innovazione e barriere doganali e un'Europa intrappolata tra nuove restrizioni e ritardi strutturali. In questo contesto, la sfida cruciale per la sopravvivenza non sarà soltanto la corsa alle tecnologie d'avanguardia - dall'elettrico alla guida autonoma - ma la capacità di coniugare la rapidità del progresso con una disciplina strategica flessibile e resiliente.