giovedì 05 febbraio 2026
Transizione e profitto: la sfida per la leadership della mobilità globale
Il settore auto si trova a un crocevia di crisi e opportunità, tra costi record, mercati in frenata e sfide tecnologiche senza precedenti. Toyota, simbolo di stabilità, mostra i primi segni di debolezza: il suo profitto si riduce per la prima volta in anni, sotto il peso di costi esplosivi e dazi minacciosi. La soluzione? Un’accelerazione sull’ibrido, l’unico ancora in grado di reggere le sorti di un gigante sotto assedio. La guerra dei modelli si sposta in Germania, dove la produzione di EV raggiunge record storici, ma restano ancora il secondo e il terzo mondo, con la Cina che domina con 16 milioni di vetture all’anno e l’Europa che cerca l'affermazione, sostenuta da politiche di incentivi e una visione energetica più chiara. La corsa all’elettrico si scontra con contraddizioni di politica industriale e scelte strategiche. L’Europa avanza con cautela, rincorrendo un obiettivo di neutralità climatica, ma mostra ancora una vulnerabilità culturale e infrastrutturale. La Cina, invece, corre a ritmo serrato: produzione, innovazione e obiettivi di volumi record, con un mercato domestico in espansione e politiche che favoriscono la crescita di massa. In questo campo di battaglia, la vera corsa sarà tra chi saprà governare la transizione senza perdere di vista il profitto e il mercato. Potrebbe essere proprio questa corsa a tracciare un nuovo zoccolo duro: un’auto per pochi colossi, con gli altri costretti a inseguire, in uno scenario di divisione digitale e tecnologica sempre più profonda. a sfida del futuro non è solo di tecnologia, ma di leadership globale nel campo di una mobilità di massa, sostenibile e ancora nel campo di battaglia tra potenza e ideali.