Lunedì 05 Ottobre 2026
Tra dazi, geopolitica ed elettrico la sopravvivenza dell’automotive
Tra crisi strutturali e scontro geopolitico, l'automotive si trova ad affrontare una vera e propria sfida per la sopravvivenza. La possibile stangata tariffaria del Regno Unito sulle BEV cinesi - speculare ai dazi già previsti dall'UE - alimenta il timore di reazioni a catena da parte di Pechino, frenando le ambizioni dei nuovi marchi globali. Più che una misura di salvaguardia, la scelta di Londra si prefigura come un punto di non ritorno: un difficile equilibrio tra la protezione della filiera interna e l'incubo di un isolamento sui mercati internazionali. Nel frattempo, in Francia Renault conferma il suo impegno industriale investendo oltre 10 miliardi per rendere più accessibili le EV, una mossa strategica che riflette la lotta per conquistare il mercato dei veicoli a zero emissioni. L'Europa si confronta con Cina e USA in una sfida di potere più che di tecnologia: tra negoziati sui dazi e limiti volontari si combatte per non essere schiacciati sotto il peso delle sovvenzioni e delle sovrapproduzioni asiatiche. In questo campo di battaglia il vero vincitore sarà chi saprà navigare tra protezionismo e rilancio, innovazione e alleanze. Il futuro dell’auto non si scrive solo sulla strada, ma nel modo in cui i giganti mondiali sapranno gestire il fragile equilibrio tra geopolitica, tecnologia e mercato. Guardare oltre significa immaginare uno scenario in cui la vera corsa si giocherà sulla capacità di creare un mondo più resistente alle crisi, ma anche più diviso. E chi saprà cambiare marcia, potrebbe non tornare indietro.