mercoledì 21 gennaio 2026
Futuro dell'auto in bilico tra Occidente e Oriente
Il settore automotive si muove come in una corsa a due velocità: da un lato, l’Europa alza un muro tecnologico contro le influenze cinesi, dichiarandosi pronta a svignarsela dalla dipendenza da componenti a rischio e imponendo un cambio di rotta all’industria. Dall’altra, la Cina accelera con un investimento strategico su hardware e software, pronta a dominare il campo dei veicoli connessi e elettrici. La mossa europea suona come un segnale di protezionismo mascherato da sicurezza: un tentativo di preservare l’indipendenza, ma a spese di un’innovazione che rischia di rallentare come una curva stretta. Nel frattempo, la Cina continua il suo rallentamento, con il mercato brasiliano in frenata e le ambizioni europee dell’industria sul filo del rasoio. Il vero campo di battaglia, però, non è solo tra le nazioni: sono gli stessi player a vivere uno scenario di transizione estrema. Mentre Tesla, Mercedes e Volkswagen si sfidano con prodotti rivoluzionari, il mercato europeo del 2025 mostra segnali di stanchezza, tra tecnologie lente e costi crescenti. La corsa alla neutralità energetica diventa una sfida di resistenze e innovazioni, dove il vero vincitore sarà chi saprà navigare tra rischi politici e rivoluzioni digitali. Per capire cosa ci attende, bisogna guardare oltre il prossimo traguardo: la vera sfida sarà mantenere l’equilibrio tra sovranità industriale e competitività globale, prima che la corsa si trasformi in un cambio di marcia senza ritorno.